Il Mago di Oz. Ding dong, the witch is dead! And Maduro wins!

Posted on 15 aprile 2013

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Alla fine Ken ci aveva visto giusto. Il suo funerale andava privatizzato.

“Come dovremmo renderle onore? Privatiziamo il suo funerale. Mettiamolo all’asta e accettiamo l’offerta più conveniente. Del resto è quanto lei stessa avrebbe voluto.” aveva affermato Ken Loach solo pochi giorni fa. Infatti il funerale della Lady di ferro sarà una cerimonia milionaria,10 milioni di sterline, più di Churchill e Lady D. Denaro pubblico ovviamente come nella migliore tradizione neolibersta nella quale l’elogio del privato si materializza nel privando, denari pubblici per profitti privati, efficienza a tratti e futuro precario per i più.

«In questi giorni la stanno trasformando in un monumento nazionale. Siamo qui per ricordare a tutti che non è cosi» ricordavano i manifestanti scesi in piazza Sabato a Trafalgar Square, nel centro di Londra, per festeggiare la morte dell’ex primo ministro, spentasi in una suite al Ritz di Londra ospite dei magnati Barclays.

Anti-Thatcher demonstration in Trafalgar Square.  EPA/TAL COHEN

Anti-Thatcher demonstration in Trafalgar Square. EPA/TAL COHEN

In effetti se pure il popolare Daily Mirror afferma che rischia di essere una “farsa reale” quasi come un oltraggio alla Corona la cerimonia funebre che si svolgerà Mercoledì con tutti gli onori, parate militari e partecipazione della regina (cosa che non accadeva dal lontano ’65 alla morte di Churchill), l’aria irrespirabile che circola in questi giorni in Inghilterra è facilmente deducibile. L’accostamento logico è obbligato, Churchill sconfisse il nazismo – la Thatcher fece trionfare il capitalismo, e il “corpo della nazione” le si dovrà piegare anche post mortem. I simboli che una nazione eregge a suoi pilastri raccontano più di mille discussioni (non è un caso che l’Italia del ventennio berlusconiano-leghista abbia eretto un mausoleo a Graziani) e non sono mai neutri. Dispiacerà vedere tremila persone scendere in piazza per festeggiare un morto ma sulle tombe si può suonare tromba e tamburello, ballare anche senza odiare, con allegria e senza offendere nessuno. Cosa ci insegnano le feste nei cimiteri, che si sono sempre fatte come ad esempio facevano i cristiani e i rom grazie a persone come Maggie che il funerale vole farlo alla società? Se qualche giorno fa a centinaia erano scesi in piazza spontaneamente appena si era diffusa la notizia della sua scomparsa, sabato il party era una festa organizzata e i nove arresti effettuati erano giusto per ricordare da che parte si posiziona il potere (in Nord Irlanda hanno arrestato dei tredicenni). 

“Non potevamo non farlo, non potevamo non essere qui. Io ricordo tutto. Ricordo il modo in cui ha affossato una società, come ha usato la polizia quasi fosse il suo esercito” raccontavano ancora i manifestanti che i tempi della Thatcher li avevano vissuti e quasi quasi viene in mente un poema palestinese che afferma che i ricchi hanno Dio e la polizia mentre i poveri hanno i poeti e le stelle.

Dan Kitwood/Getty Images)

Dan Kitwood/Getty Images)

Mondi differenti, universi paralleli e “bei tempi che non ci sono mai stati” così mentre in Inghilterra impazza una hit “Ding Dong, la strega è morta” che persino la BBC è costretta a censurare, la potenza del mito scavalca i confini imposti dal tempo e dalla storia tornando tra noi e raccontando più di quello che potremmo immaginare. Il brano “Ding dong, the witch is dead!” (che la BBC non trasmetterà per le pressioni dell’establishment) infatti, non è altro che un brano contenuto in un’antica edizione del ‘Mago di Oz’ e che tutti ora associano alla dipartita della ‘iron lady’. Questo.

Il Mago di Oz una storia ormai dimenticata ma che parla di noi, oggi. In pochi sanno ad esempio che si tratta di una storia “economica” che in questa [Euro]pa crepuscolare risuona attuale come non mai. Nel suo “celebre” libro Debito l’antropologo David Graeber ce la ricostruisce, restituendocela magistralmente.

Stati Uniti. “Nel 1894 i membri del partito Greenback, che spingevano per sganciare il dollaro dal valore dell’oro così da permettere al governo di spendere liberamente in campagne a favore dell’occupazione, inventarono la Marcia su Washington, un’idea che avrà risonanza enorme nella storia americana. Il meraviglioso mago di Oz, il libro di L. Frank Baum, pubblicato nel 1900, viene consensualmente letto come una parabola in favore della campagna populista di William Jennings Bryan, che corse tre volte alla presidenza facendo propaganda elettorale a favore dell’argento, promettendo di sostituire lo standard dell’oro con un sistema bimetallico che avrebbe consentito la libera creazione di una moneta in argento a fianco di quella in oro. Come per il partito Greenback, i debitori erano i suoi primi sostenitori, a cominciare dalle famiglie di contadini del Midwest come quella di Dorothy, la protagonista del libro di Baum, che negli anni della severa crisi della fine del XIX secolo avevano dovuto fronteggiare una massiccia ondata di sfratti e pignoramenti. Secondo la lettura populista, le Strge cattive dell’Est e dell’Ovest rappresentano i banchieri della costa Est e Ovest (promotori e beneficiari della scarsa disponibilità di moneta), lo Spaventapasseri simboleggia gli agricoltori (che non avevano il senno di evitare di cadere nella trappola del debito); l’Uomo di latta è il proprietario industriale (che non ha il cuore di agire in solidarietà con gli agricoltori); il Leone codardo rappresenta la classe politica (che non ha il coraggio di intervenire). La Strada di mattoni gialli, le Scarpette d’argento, la Città di Smeraldo e il Mago incapace probabilmente parlano da sé. Oz è evidentemente l’abbreviazione in inglese di “oncia”. Nel tentativo di creare un nuovo mito, la storia di Baum è decisamente efficace. Come forma di propaganda politica lo fu meno: William Jennings Bryan venne sconfitto nei suoi tre tentativi presidenziali e ai giorni nostri pochi ricordano il senso originario del Meraviglioso mago di Oz.”

Se non fosse per il gold standard (abbandonato nel 1971 da Nixon alla vigilia della stagione thatcheriana) questa storia parlerebbe di noi, della nostra Europa e della loro moneta.

Oltre l’Atlantico e un po’ più a Sud ieri si è votato e il Venezuela che si è recato alle urne (nonostante certa stampa che continua a sminuire) ha scelto di continuare sulla strada della rivoluzione bolivariana. Saranno tutte rose e fiori? Affatto, ma a queste latitudini siamo certi che per le strade di Caracas la festa ci sia stata e come per Trafalgar Square, sia stata anche divertente a differenza dei funerali ufficiali da 10 milioni di sterline che si terranno mercoledì per dire addio alla regina delle privatizzazioni!

La memoria si perde, la scrittura restaanche a Bologna….

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