Arrivano i fasci e la Gazzetta che fa, dissoda il terreno?

Posted on 16 dicembre 2016

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Modena, stazione di Modena. Modena, città nella quale il Sì ha raggiunto quota 55,85%. Un posto dove, a volerne tracciarne le coordinate politiche, ci si ritroverebbe immersi nella nebbia più profonda, appena prima dell’uscita in mare aperto.

E’ proprio in questa città che il 14 gennaio 2017 verrà inaugurata la sede un nuovo “circolo culturale” dal nome fascio: Terra dei Padri. Circolo dietro al quale, infatti, si muovono le facce note del neofascismo, del neonazismo e della destra estrema modenese e che rischia di diventare la “casa comune” del variegato neofascismo modenese. Non proprio una bella novità per l’anno che viene.

A quasi un anno esatto dalla calata di Forza Nuova, lo scorso  16 gennaio, quando la Questura vietò il centro cittadino al corteo antifascista, blindò l’intera città per permettere ai camerati un comizietto del proprio capo Roberto Fiore, caricò e lanciò lacrimogeni mentre ai neofascisti con caschi e spranghe era consentito circolare liberamente in centro, anzi venivano letteralmente scortati dalle varie “forze dell’ordine” (foto in basso), ecco ad un anno di distanza da tutto questo, il bitume fascio torna in città. Per restarci questa volta.

Si va in crescendo, con la venuta anticipata da tanti piccoli episodi: “passeggiate per la sicurezza” in città e in provincia, blitz (o flash mob come preferiscono chiamarlo i giornali) davanti a un hotel che ospita richiedenti asilo fino all’episodio più eclatante, l’irruzione al festival delle migrazioni del Fronte Veneto Skinhead, a fine novembre, che sembra non avere suscitato grossi interrogativi o riflessioni in città.

gazzetta

“Un altro esempio è il discorso sulla «sicurezza»: se, come accade ogni giorno, un politico usa nella stessa frase le parole «sicurezza» e «immigrazione», sta evocando nella mente di chi ascolta una comunità omogenea minacciata da una differenza proveniente dall’esterno, e questo è il quintessenziale framing di tutte le destre, in primis di quella fascista.”
(qua)

Ultimamente, la carta stampata modenese sta avvolgendo, a nostro avviso, contenuti sempre più marci e scadenti. Non vi è giorno nel quale il perenne allarme sulla sicurezza non campeggi stanziale nelle pagine dei quotidiani locali come se questo fosse l’unico problema sociale che affligge il territorio. Se a ciò si unisce la perenne e sistematica “razzializzazione” che va in scena in ogni episodio di cronaca riportata, anche il più banale, abbiamo un quadro del vulnus informativo somministrato quotidianamente.

Che statistiche e dati parlino un’altra lingua (un calo dei reati del 4,7%) è del tutto irrilevante. Si legge di minore sicurezza, si percepisce insicurezza, si scrive maggiormente di insicurezza, si richiede ancor più sicurezza in un circolo vizioso tendente all’infinito e alla paranoia. Un gioco a cui partecipano volentieri anche i sindacati di polizia, magari poi smentiti addirittura dal loro capo (vedere sotto).gabrielli

Che poi succeda che in città, per sorvegliare un gruppetto di studenti decisi a festeggiare la vittoria del No al referendum, occorra il passaggio nell’arco di una mezz’ora di 2 auto dei vigili con sirene accese, 2 dei carabinieri, 3 della polizia per finire con due blindati dell’esercito non è fattore sufficiente, a quanto pare, per interrogarsi sull’utilizzo e la gestione delle risorse disponibili.

Da che lato si pongano molto spesso le forze dell’ordine è qualcosa di risaputo, alle volte lo fanno trapelare pure chiaramente (qua e qua) e anche la stampa ovviamente non ne è immune ma diciamo che recentemente qualche domandina in più ce la siamo posta.

E vorremmo pure porla. In primo luogo a chi considera l’informazione come uno dei pilastri portanti di una “società democratica”, in secondo, alla redazione e al direttore di uno dei principali giornali modenesi – La Gazzetta di Modena – Enrico Grazioli.

Ci sono diversi veli dietro ai quale spesso ci si rifugia per mascherare un’informazione supina e omologata: l’imparzialità e la neutralità, giusto per citare i più ricorrenti.

giornalisti-leccaculoEcco dunque che ci chiediamo cosa ci sia di “neutrale” nel dare risalto a qualsiasi cazzata venga fatta nel nostro territorio da Forza Nuova o da altre formazioni della galassia neofascista in generale, riportando spesso parti intere dei loro comunicati, senza alcun giudizio di valore in merito come se si stesse trattando di semplici “cittadini esasperati”.

Giudizi di valore che, guarda caso, non mancano mai quando invece si è costretti a parlare di altre realtà, conosciute ed attive in città, che fanno dell’antifascismo e della solidarietà le loro stelle polari. blitzestreStranamente, per la Gazzetta queste ultime risultano spesso impubblicabili, come che debbano restare invisibili al lettore e quando occorre parlare di loro spunta sempre una parolina connotativa, un giudizio di valore una sorta di “razzializzazione” politica tesa a screditarle.

Un ostracismo del quale i neofascisti sembrano non soffrire affatto.

Loro sono perfettamente pubblicabili, vero Grazioli?

Alacrità con cui la stampa è in buona compagnia.

cremona

caidate

Brótti tèimp.

 

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