Modena, un post Post-25 aprile.

Posted on 27 aprile 2017

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Che quello di quest’anno fosse un 25 aprile “particolare” lo si era già intuito in tempi non sospetti. Una prova del nove, verifica di quanto l’antifascismo sia divenuto carattere residuale della Repubblica; eroso in anni e anni di risacca, mal sopportato e attaccato da più fronti.

Una data, quella del 25 aprile, in cui albergano tutti i tasselli del mosaico, un puzzle di senso e significato concentrati in un unico contenitore. Si è visto di tutto quest’anno. Dalle immancabili polemiche sulle bandiere palestinesi e la Brigata Ebraica (ricordare cosa fu realmente la Brigata Ebraica farebbe scappare Pd e soci della “memoria condivisa” alla violantenapolitano a gambe levate!), tanto feroci quanto interessate allo sdoganamento di uno Stato che pratica l’apartheid, fino alle confusioni di Milano dove una spia nazista poteva tranquillamente campare su cartelli dall’orgoglio europeista, il neonazionalismo (giusto per non farcene mai mancare uno oltre a quello fascio e sovranista) dei liberali di questi tempi! Sigh!

L’impressione è che anche la parola stessa “Liberazione” cominci a dare sui nervi alle nostre classi dirigenti d’accatto e di rapina e che questa tenda, nei discorsi pubblici, nelle dichiarazioni e nelle cosìddette narrazioni a sfumare in una generica “libertà” declinata nella maniera in uso e consumo nel ventennio berlusconiano. Dopotutto, che l’intero asse della politica italiana e continentale si sia spostato prepotentemente a destra non è qualcosa di deducibile esclusivamente dalle Presidenziali francesi, basta aprire un poco gli occhi…

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Il prossimo 25 aprile andrà peggio, molto peggio. Intanto per scrutare l’orizzonte il consiglio, in questi giorni, è quello di puntare il cannocchiale a Est (e su questo thread), sull’estrema periferia italiana, Trieste un luogo peculiare, “di confine”, così particolare di per sé tanto da diventare rappresentativo delle inquietudini del Paese. Laggiù, ad esempio, già questo Primo Maggio la stella rossa sarà messa al bando quasi come se si trattasse di un simbolo fascista, ehm, no quelli van benissimo.

sitavE in Emilia? In Emilia non mancano di certo le polemiche bavose di una stampa tanto ignobile quanto prona e anche qua le celebrazioni della Liberazione danno fastidio ad un chi esplicito e manifesto.

Mentre a Modena “di istituzionale” rimane solamente l’alzabandiera davanti all’Accademia Militare, nella bassa (in provincia) viene addirittura proibito all’Anpi di parlare dal palco delle celebrazioni. Ma non solo, perché c’è anche un qualcosa di più sotterraneo, di confuso, di più subdolo.

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La “colonna della Libertà”, la divisa nella foto è un’uniforme della wehrmacht!

FB_IMG_1492951786791In città, in assenza del Pd (finalmente!), si tengono due cortei (sigh) uno organizzato da Sinistra Classe e Rivoluzione e dalla Banda POPolare dell’Emilia Rossa, l’altro dal Collettivo Guernica. La partenza è la stessa, Piazzale Sant’Agostino, i percorsi differenti. Al concentramento in ogni caso ci si ritrova assieme. Per essere una giornata di festa la quantità di “forze dell’ordine” presenti è comunque segno dell’arroganza istituzionale di questi tempi. Anche l’atteggiamento non è dei migliori. I vigili urbani non bloccano la strada al passaggio delle auto e sono gli stessi manifestanti ad essere costretti a “dirigere il traffico” su via Emilia. A domanda precisa sul perché non intervenissero nello svolgere il proprio lavoro, dato che il corteo era autorizzato e che il concentramento era quello, si fanno spallucce invitando a domandare alla polizia. Poi la battuta: “poi i campi ci sono già stati no?” intendendo i campi di concentramento.

Nel video seguente la “cronaca” del secondo corteo, quello del Collettivo Guernica, “Dalla Resistenza al riscatto”.

 

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